lunedì 17 ottobre 2011

Osteria La Sol Fa (Roma)

Autore: magaolimpia

Ed eccoci per qualche giorno in vacanza a Roma; dopo una scarpinata infinita per arrivare al Colosseo, un'arrampicata su per i gradini "ripidi" dello stesso (proprio così, c'era un cartello che indicava "gradini ripidi" e gli ascensori erano fuori servizio), un'altra scarpinata per vedere il foro romano e gli altri resti archeologici nei dintorni, la camminata finale per ritornare al B&B... beh volevamo gustarci qualche tipico piatto romano, ce lo meritavamo!
Così abbiamo cercato sui nostri fidi smartphone, trovando un localino nei dintorni che prometteva bene, l'osteria "La Sol Fa".
Siamo entrati e siamo stati subito ben accolti dal personale gentile e simpatico, ci siamo poi accomodati subito (che mal di piedi!) su un tavolino piccolo e un pochino traballante... finalmente un posto un po' rustico, tutto in legno, come piace a me! Non mi sento a mio agio nei ristoranti arredati in stile supermoderno con mobili lucidi e superfici riflettenti.

La scelta è stata facile: spaghetti alla carbonara per me, bucatini all'amatriciana per Mauro. Come sempre abbiamo preferito accompagnare il tutto con la birra, piuttosto che con il vino, ed ecco che c'era una specialità: "'na biretta" una birra artigianale veramente buonissima, rossa per me e chiara per Mauro.

I primi piatti sono arrivati: la mia carbonara è cremosissima, molto saporita e ben cosparsa di pepe, proprio come piace a me. Anche Mauro ha espresso soddisfazione per la sua amatriciana.
Dopo tutto quel camminare non potevamo certo rinunciare al dolce: torta di mele calda per Mauro, "Tiramisol" per me, una rivisitazione del Tiramisù che mi ha lasciato senza fiato. Era così buono, e me lo sono gustato così tanto, che quando ho chiesto a Mauro se voleva assaggiarlo mi ha risposto che era appagante anche solo guardarmi mentre lo mangiavo.
Il conto è stato onesto e siamo usciti dal locale veramente soddisfatti e appagati.
Se passate a Roma non fatevi sfuggire l'opportunità di provare questo posto!

lunedì 3 ottobre 2011

Scaloppine gustose

Autore: magaolimpia

Ingredienti:
- 4 fettine di pollo o di vitello
- un po' di farina
- 300 gr di funghi champignon
- 4 fette grosse di prosciutto cotto (o 8 fette piccole)
- 4 sottilette
- un goccio di vino bianco
- olio, sale, pepe e prezzemolo

Preparazione:
Lavate, pulite e tagliate a fettine gli champignon; metteteli a rosolare a fuoco lento con un po' di olio, sale e pepe; aggiungete un po' d'acqua se durante la cottura si asciugano torppo. Cuoceteli finchè diventano scuri.
Infarinate le fettine di carne, salatele e rosolatele in una padella con un po' di olio, sfumando con il vino bianco. Quando sono cotte metteteci sopra la sottiletta, il prosciutto e coprite con i funghi ben caldi (così la sottiletta si scioglierà). Spolverate di prezzemolo e servite.

lunedì 26 settembre 2011

Sformatino estivo

Autore: magaolimpia

È un piatto estremamente semplice, per quando non si ha voglia di cucinare; ma è comunque gustoso.

Ingredienti: 
- pane in cassetta
- pomodori maturi
- mozzarella per pizza
- olio, sale, origano

Preparazione:
In una teglia da forno alternare strati di pane in cassetta, mozzarella per pizza a pezzetti, pomodori a fettine. Condire ogni strato di pomodori con olio, sale e origano.
Infornare a fuoco medio e cuocere finchè la mozzarella fonde e i pomodori cuociono.

giovedì 22 settembre 2011

Oreo Dream Pie


La Oreo Dream Pie è un dolce che spesso si trova nei ristoranti messicani o tex-mex come dessert. Si tratta di una torta commerciale di cui non esiste una ricetta pubblica e quindi l'ho ricostruita per poter avere questa delizia anche a casa. Naturalmente non è proprio "identica" ma fin'ora ha riscosso un discreto successo sia in famiglia che tra gli amici :-)

INGREDIENTI

  • 400gr di burro (3040 Kcal)
  • 150gr di cacao (480 Kcal)
  • 150gr di zucchero (possibilmente a velo) (588 Kcal)
  • 170gr di biscotti secchi (oro saiwa) finemente tritati (546 Kcal)
  • 300gr di cioccolato bianco (1596 Kcal)
  • 600gr di panna da montare non zuccherata (2100 Kcal)
  • 1-2 cucchiai di fecola (80 Kcal)
  • 8 Biscotti Oreo (440 Kcal)
Se si fanno 12 fette sono 740 Kcal a fetta circa. Quindi OCCHIO!!

PREPARAZIONE
Mettete 150 grammi di panna a riscaldare in un pentolino, appena bolle fateci sciogliere il cioccolato bianco: mescolate a fuoco basso in modo da ottenere un composto omogeneo. E' importante che non vi siano grossi grumi, mentre se vi sembra che ci siano grumi piccoli non preoccupatevi più di tanto, comunque meglio mescolare un po' in più che in meno. Finita l'operazione togliete il pentolino dal fuoco, copritelo con della carta per evitare che ci entrino polvere e insetti e lasciatelo raffreddare a temperatura ambiente.

Ora prendete il burro che deve essere molto morbido: se dovesse essere ancora freddo riscaldatelo 15 secondi al microonde. Unitelo al cacao e allo zucchero, poi amalgamateli sbattendoli con la frusta fino ad ottenere un composto simile a una crema. Prendete 400 grammi di questo composto e sempre con la frusta unitelo ai 170 grammi di biscotti secchi già tritati. Anche in questo caso dovete ottenere una pasta omogenea.

Prendete una tortiera e adagiate sul fondo il composto coi biscotti tritati pressandolo per andare a creare la base della torta. 

Sulla base adagiate, uno ad uno dopo averli inzuppati nel latte freddo per ammorbidirli, 8 biscotti oreo disposti a cerchio: ogni biscotto deve stare circa a metà strada tra il centro della torta e il bordo. Quindi prendete il composto senza biscotti e ricoprite gli oreo senza ricoprire completamente la base della torta: in pratica la copertura degli oreo deve creare una specie di onda che ricopre solo i biscotti. Finita questa operazione mettete la tortiera in frigo.

Ora montate i rimanenti 450 grammi di panna senza aggiungere zucchero, poi accorpate alla panna il composto presente nel pentolino che ormai si sarà raffreddato. Continuate a miscelare con la frusta finché non otterrete una crema omogenea. Aggiungete quindi un cucchiaio di fecola e continuate a lavorare di frusta fino ad ottenere un composto molto denso. L'addensazione della crema bianca è una fase delicata, cercate di non aver fretta e al limite se vedete che rimane liquida lasciatela riposare qualche minuto e poi riprendete a lavorare di frusta: se vedete come dei grumi che si formano in superficie siete sulla buona strada continuate a lavorare di frusta e vedrete che il composto assumerà un aspetto cremoso e denso. A volte la crema si addensa anche senza fecola quindi prima di aggiungerla fate attenzione a come si comporta.

Prendete ora la tortiera dal frigo e versate il composto al cioccolato bianco al suo interno fino a riempirla: rendete liscia la superficie della torta con una spatola di legno bagnata in acqua fredda.

A questo punto potete decorare la torta con delle scaglie di cioccolato fondente e/o con altre decorazioni o con altri biscotti oreo. Mettete quindi la tortiera in frigo per almeno 2/3 ore.

Se rimane in frigo troppo a lungo toglietela dal frigo 20 minuti prima di servirla.
 

lunedì 15 agosto 2011

Gnocchetti verdi allo speck

Autore: magaolimpia

È una ricetta di mia invenzione, le dosi sono quindi "ad occhio".

Ingredienti:
- panna
- speck tagliato a dadini
- olio
- funghi champignon
- sale & pepe
- gnocchetti verdi (se non volete farli in casa a me piacciono molto quelli che vedete in foto)


Preparazione:
Pulite e tagliate i funghi, metteteli in una padella tipo wok con un po' d'olio, salate e pepate e fate cuocere a fuoco lento, con il coperchio sopra. Se necessario aggiungete un po' d'acqua durante la cottura; quando diventano color "marrone scuro" sono pronti, fateli asciugare a fuoco vivo.
A parte, in un'altra padella, fate rosolare lo speck in un po' d'olio, poi aggiungete la panna e fate restringere.
Versate il sugo con la panna e lo speck nella padella con i funghi, aggiustate di sale e di pepe e fate andare per qualche minuto a uoco lento per amalgamare il tutto.
Lessate per qualche minuto gli gnocchi in acqua salata, scolate e amalgamate con il sugo, facendoli saltare.
Servite nei piatti e spolverizzate con un pochino di pepe.

lunedì 8 agosto 2011

La macchina per fare il pane


Ho sempre desiderato la macchina per fare il pane e, quando io e mauro ci siamo sposati, è stato uno dei regali più apprezzati tra tutti quelli che abbiamo ricevuto.

Mauro, che è sempre stato un po' scettico in proposito, è diventato subito il fornaio ufficiale di casa: si occupa di misurare tutti gli ingredienti, di avviare la macchina, di sfornare il pane quando è caldo, di tagliarlo a fette e successivamente congelare quello che non mangiamo subito.

Abbiamo provato alcune preparazioni prese dal libretto base del nostro modello di macchina, tra le quali: la preparazione base e il pane bianco (che è quello che prepariamo più di frequente); in più abbiamo sperimentato altre ricette trovate un po' in giro, tipo il pane all'olio.
Io poi mi sono data agli esperimenti ed ho utilizzato la macchina per il pane per impastare la "Focaccia di Andrea" e la pizza.
So che non a tutti piace mangiare delle fette di pane che assume le somiglianze di quello in cassetta, ma se si ha fretta è molto comodo sbattere tutti gli ingredienti nella macchina e dimenticarsene fino all’ora di sfornare un pane perfetto; in alternativa, se si ha tempo, si può usare la macchina per impastare e poi cuocere i panini nel forno normale, dando loro la forma che si desidera (come quelli nella foto ad esempio).

Un altro esperimento è stato quello del pan brioche con le gocce di cioccolato: esperimento riuscito a metà visto che le gocce di cioccolato si sono completamente squagliate, ma il pan brioche al cioccolato era comunque buonissimo.
Devo dire che è un elettrodomestico da cucina che dà molte soddisfazioni e con cui si possono preparare molte cose diverse (anche la marmellata!).
Il profumo poi del pane che sta cuocendo, dà alla cucina una straordinaria sensazione di calore e di "buono".
In conclusone: è un acquisto che consiglio a chi piace cucinare pane e succedanei.

sabato 6 agosto 2011

lunedì 1 agosto 2011

La pasta dello studente - Tonno e Uova

Autore: Ohmnibus

Spero che a casa non se la prendano troppo, ma ho scoperto di amare la pasta solo quando ho iniziato a prepararmela da solo. Non sono un cuoco eccellente, e la mia pasta non è eccellente, ma a me piace un sacco.
Ho iniziato a cucinarmi i pasti per necessità una volta iniziata l'università seguendo gli involontari insegnamenti di Chaoszilla (Se non mangi muori). Non ho raggiunto e non raggiungerò mai i suoi livelli, ma la ricetta che vado a proporre riscuoterà un certo successo tra gli studenti universitari in quanto:

  • Semplice da preparare quindi alla portata di tutti
  • Rapida da preparare, quindi breve intervallo da quando scatta la fame alla prima forchettata 
  • Le dosi sono approssimative quindi non serve talento e nemmeno una bilancia
  • Gli ingredienti sono tutti a lunga conservazione quindi virtualmente sempre disponibili in casa
  • Si sporcano pochi piatti e pentole, quindi meno roba da lavare
  • E' buona ed "esotica"

Oggi vi proporrò la variante del sugo al tonno che comprende un uovo. L'idea mi è stata data da un mio coinquilino che faceva il cuoco in un ristorante indiano (faceva certe zuppe con ceci e zenzero che me le sogno ancora la notte). Di seguito verrà descritta la preparazione di una porzione di pasta. Per ogni porzione extra bisogna aumentare le dosi di conseguenza, ma tenete a mente che la pasta dello studente nasce per essere preparata in porzione singola.

Ingredienti (per una persona):

  • Una scatoletta (piccola) di tonno all'olio di oliva
  • Un po' di passata di pomodoro
  • Un uovo
  • Pasta tipo Napellini rigati n°42
  • Sale
  • Pepe ed altre spezie a piacere

Preparazione:
Il primo passo da compiere è ovviamente quello di mettere a bollire l'acqua. Io uso una pentola bella grossa riempita per circa 1/4. L'acqua deve essere abbastanza da immergere completamente la pasta che andremo a cuocere (tenendo conto dell'evaporazione). Lasciando gran parte della pentola vuota si riduce il rischio che l'acqua strabordi una volta giunta ad ebollizione.
Nel frattempo in un pentolino più piccolo (rigorosamente di acciaio e non antiaderente) andremo a mettere un filo d'olio, una scatoletta di tonno (di quelle piccole) ben sgocciolata, un pizzico di sale, pepe ed ogni altra spezia gradita. Soffriggiamo per un momento (a proposito, un po' di cipolla non ci sta male) perché soffritto tutto è più buono e perché mettere la passata di pomodoro su qualcosa di non soffritto mi suona male.
Quando sembra il caso (prima che il tonno si attacchi) versare la passata di pomodoro. Non molta, come indicato in figura. Se sembra poca, aggiungerne dell'altra. Ve l'avevo detto che era semplice, no?
Mescolate il tutto senza troppo vigore. Il tonno tende a sbriciolarsi facilmente, quasi come se fosse possibile tagliarlo con un grissino. Se si sminuzza il sugo prende un aroma maggiore, ma come insegna Chaoszilla se resta qualche pezzettone la gioia nell'incontrarli quando si mangia è grande. Per cui siate accorti.
Nel frattempo l'acqua ha iniziato a bollire. E' il momento di aggiungere il sale e buttare la pasta.
Per quanto mi riguarda la salatura della pasta è un mistero che difficilmente comprenderò. Io vado a "sentimento" e solitamente salo il giusto, ma capitano dei giorni no in cui la pasta viene sciapa o troppo salata. Mettetevi l'anima in pace e sperate per il meglio, magari allenatevi di nascosto se volete fare bella figura. Io questa sera ho messo la quantità di sale indicata in foto e mi è andata di lusso.
Misurare la pasta è invece decisamente più semplice: basta usare il piatto che poi si userà per mangiare come "misurino", considerando ovviamente che la pasta aumenta di volume durante la cottura.
La pasta dello studente deve essere rigorosamente di tipo "Napellini rigati n°42". Utilizzare sempre lo stesso tipo di pasta elimina il dramma di come conciliare le rimanenze di tipi di pasta diversi con differente tempo di cottura.
Il sugo in preparazione va ristretto finché diventa denso ed omogeneo, senza parti liquide. Una volta raggiunto questo stato lo togliamo temporaneamente dal fuoco in attesa che la pasta raggiunga il giusto grado di cottura.
Diffidate da chi utilizza un timer per cuocere la pasta. La pasta si assaggia di tanto in tanto per capirne il grado di cottura e di sapidità, che in funzione degli elementi esterni può cuocersi prima o dopo. Eppoi io un timer non ce l'ho e devo fare così per forza.
Ad ogni modo nel momento che la pasta risulta cotta al punto giusto si rimette il sugo sul fuoco e si scola la pasta. Lasciamo la pasta nello scolapasta e rompiamo un uovo nel sughetto al tonno che nel frattempo si è scaldato.
Lo studente avveduto, in verità, non rompe mai l'uovo direttamente nel sugo, bensì lo romperà in un bicchiere e SOLO DOPO aver appurato che l'uovo non è andato a male lo metterà nel sugo. Visto quello che mi è capitato di trovare in frigo controllo sempre.
L'uovo non va cotto più di una manciata di secondi (anche perché sennò la pasta scuoce nello scolapasta) ed il condimento va mescolato dolcemente. Anche in questo caso l'obbiettivo è mescolare parte dell'uovo al resto del condimento ed allo stesso tempo lasciare che parte di esso si solidifichi.
Naturalmente abbiamo a cuore la pulizia del pentolame, ed una pentola dove è stata bollita della pasta è molto meno sporca di una pentola dove la pasta è stata mescolata al sugo, per cui (con molta attenzione) versiamo la pasta scolata direttamente nel pentolino. Olè.
Tempo 15 secondi la pasta è pronta per essere servita di fronte ad un bicchiere brandizzato cocacola e sulla tovaglia delle grandi occasioni per fare più bella figura (perdonate la qualità della foto ma la macchina fotografica è morta proprio a questo punto ed ho dovuto farla con il cellulare).

Buon appetito ed alla prossima ricetta dello studente.

lunedì 18 luglio 2011

Torta fritta

Autore: Magaolimpia

So che molti di voi probabilmente saranno inorriditi a sentire parlare di "torta fritta", infatti questo piatto è conosciuti con nomi diversi nella varie zone, a Bologna per esempio è chiamato "crescentina", a Mantova "gnocco fritto", e così via.

Wikipedia riporta:
"Lo gnocco fritto, denominazione tipica nelle province di Bologna, Modena e Reggio Emilia, è un prodotto alimentare italiano tipico dell'Emilia di origine longobarda il cui nome varia da un'area all'altra. Per esempio in gran parte della provincia di Parma viene chiamato torta fritta e nella provincia di Ferrara viene chiamato pinzino. Nella parte nord-orientale della provincia di Piacenza è comune la dizione dialettale chisulén (italianizzata in chisolino), ma è anche diffuso il nome parmense di torta fritta. In alcune zone dell'appennino modenese è chiamato paste fritte (quasi sempre al plurale). Nel centro - sud Italia, in Campania e nelle zone appenniniche comprese tra l'alto Lazio, l'Umbria e una parte delle Marche viene denominato al plurale, le pizze fritte."

Ho voluto lasciare il nome "torta fritta" perchè questa è la ricetta della mia mamma, originaria di Parma, e quindi mi sembrava giusto che la denominazione restasse quella originale della ricetta stessa.





 
Ingredienti:
•    400 g di farina
•    30 g di lievito di birra sciolto in un po’ di latte (o acqua) tiepido
•    strutto q. b.
•    sale

Preparazione:
Impastare tutto con acqua e latte, fare la sfoglia, tagliare dei pezzetti a forma di rombo e poi friggerli nello strutto.
Servire ancora calda con salumi, formaggi, sottaceti e chi più ne ha più ne metta...

lunedì 11 luglio 2011

Dolce soffice cioccolato e lamponi

Autore: magaolimpia

Ingredienti
  • 220 g di cioccolato fondente
  • 500 ml di panna
  • 450 g di lamponi
  • 1 cucchiaio di zucchero a velo
  • codette di cioccolata per decorare



Preparazione
Pulite i lamponi senza lavarli.
Riducete il cioccolato a pezzettini, mettetelo in un tegame abbastanza capiente e scioglietelo a fiamma dolce.
Coprite il cioccolato con metà della panna. Mescolate con la frusta e mettete a raffreddare in frigorifero per circa mezz'ora.
Accludete a questo composto la panna rimasta montata e zuccherata, incorporandola poco alla volta e mescolando dal basso verso l'alto con un cucchiaio di legno per non smontare il composto.
Mettete metà del composto sul fondo di uno stampo da torta a cerniera.
Sistemate i lamponi, tenendone alcuni da parte per la decorazione, e copriteli con il composto rimasto.
Mettete i lamponi rimanenti e le codette di cioccolato; riponete il dolce in frigorifero per almeno tre ore. Sformate e servite.